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L’allodola è un passeriforme molto diffuso in Europa e in Asia. Si possono trovare anche nei paesi dell’Africa mediterranea, dove le popolazioni del nord si spostano durante l’inverno. Le popolazioni che vivono nelle regioni più meridionali, invece, sono stanziali. In Italia l’allodola è sia stanziale che migratrice. Il suo habitat naturale è costituito da campagne coltivate, pascoli, prati, steppe e dune sabbiose. Preferisce gli spazi aperti, caratterizzati dalla presenza di cespugli e aree erbose. Si tratta di una specie molto adattabile, che ha saputo colonizzare sia regioni a clima temperato sia quelle caratterizzate da climi più freddi e umidi. Nidifica principalmente in Europa, Asia e Africa del nord. In Italia nidifica su tutto il territorio nazionale.
Il Carduelis carduelis, meglio noto come cardellino, è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei fringillidi. Questo piccolo uccellino, grande appena 12 centimetri, deve il suo nome alla...
Il tordo è un piccolo uccello passeriforme della famiglia dei Turdidi. Gli esemplari possono raggiungere un massimo di 33 centimetri per un peso di circa 80 grammi. La colorazione del piumaggio varia ...
L’airone cenerino è un grosso uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi, tipico delle regioni del Vecchio Continente. L’airone cenerino conta tre diverse sottospecie: l’Ardea Cinerea cinerea, l...
La cinciallegra, il cui nome scientifico è Parus Major, è la specie più grande della famiglia dei Paridi. Si tratta di un piccolo uccello grande appena 15 centimetri caratterizzato dalla presenza di u... ![]() | Le voci bianche Prezzo: in offerta su Amazon a: 29,9€ |
La stagione degli amori per le allodole coincide con l’arrivo della primavera. Le deposizioni avvengono tra i mesi di marzo e aprile. La femmina costruisce il nido all'interno di depressioni del terreno. Nella costruzione del nido viene aiutata dal maschio che trasporta i rametti, gli steli d’erba e altri materiali necessari. Una volta pronto il nido, la femmina depone in media dalle 3 alle 6 uova. Le uova di allodola sono grigiastre con macchie marroni. Vengono covate per circa due settimane dalla femmina. Appena nati i piccolo sono ciechi e nudi. Vengono nutriti da entrambi i genitori e dopo tre settimane sono già capaci di volare. La femmina dell’allodola può effettuare fino a tre covate l’anno. Nel periodo della riproduzione le allodole si estraniano dal gruppo e le coppie conducono una vita solitaria. Si tratta di una specie monogama, il che significa che le coppie una volta formatesi rimangono insieme per sempre. I maschi corteggiano le femmine con il cosiddetto ‘volo nuziale’. Il maschio, infatti, si esibisce in rocamboleschi volteggi che accompagna con un canto insistente. Durante la stagione riproduttiva la dieta dell’allodola è costituita principalmente da coleotteri, mentre i piccoli vengono nutriti solo con ragni e lepidotteri.
L’allodola è una specie gregaria. Vive in piccolo gruppi eccetto durante la stagione degli amori, quando le coppie tendono a condurre una vita solitaria. Durante le migrazioni si spostano in gruppi molto numerosi. Il volo è ondulato e caratterizzato da lunghe picchiate al suolo ad ali chiuse. Trascorre molto tempo al suolo a caccia di insetti e molluschi di cui nutrirsi. Anche la costruzione del nido avviene al suolo. La colorazione del piumaggio è funzionale alle sue abitudini terricole, poiché gli consentono di mimetizzarsi con il terreno e sfuggire alla vista di eventuali predatori. In caso di pericolo tende ad immobilizzarsi e accovacciarsi sul terreno. Una tecnica di difesa molto utilizzata dalle allodole, inoltre, è quella dell’attacco collettivo. La fuga resta, però, la tecnica di difesa preferita. L’allodola, infatti, non esita a spiccare velocemente il volo dinanzi al minimo segnale di pericolo. La sua dieta quotidiana è costituita principalmente di insetti, semi, germogli e foglie. Anche i nidiacei vengono nutriti con gli insetti. Si tratta di una specie considerata a rischio. La sopravvivenza dell’allodola, infatti, è minacciata da vari fattori quali: la distruzione del suo habitat naturale a causa di incendi e eccessiva urbanizzazione; la carenza di cibo a causa del massiccio utilizzo di insetticidi e diserbanti e l’attività venatoria, poiché l’allodola viene cacciata per scopi ornamentali, come animale da richiamo e per scopi alimentari. La carne di allodola, infatti, è considerata molto prelibata. Questi fattori hanno contribuito negli ultimi decenni ad un notevole decremento della popolazione, soprattutto nelle regioni dell’Europa occidentale.
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